L’audacia del nuovo Benevento di Auteri: ecco cosa c’è dietro la rinascita dei giallorossi

È chiaro: una rondine non fa primavera. Due vittorie in altrettante gare, che hanno fatto séguito ad un mese e mezzo di supplizi, però, costituiscono un dato indiscutibilmente considerevole. Alla base della ripresa della Strega, che in questo 2024 ha sempre prepotentemente vinto, non è riposta alcuna rinascita tecnica, bensì una dose massiccia di audacia.

Nella trasferta di Francavilla Fontana, contro una squadra in tangibile difficoltà, che dallo scorso 15 ottobre ha collezionato dieci k.o. e vinto appena una volta in quattordici gare, il Benevento è parso tutt’altro che fluido e brillante. Il 3-4-3 del tecnico di Floridia si è sciorinato piuttosto sbilanciato e votato all’attacco: se è vero che i giallorossi non hanno offerto punti di riferimento nel reparto avanzato, è altrettanto lampante che il centrocampo si sia rivelato piuttosto scollato rispetto al resto dell’organico. Male Pinato, insufficiente Agazzi; non bene neanche il subentrato Talia. Insomma: ogni possesso mal gestito ha dato la sensazione di poter essere seriamente sanguinoso, con la Strega facilmente penetrabile in ripartenza.

Eppure, al termine dei 95’ del “Giovanni Paolo II”, è stata la compagine ospite a fare bottino pieno, perorando il sorriso stampatole in faccia dall’inizio del nuovo anno solare. Com’è possibile? La risposta non è così complicata come sembra: si cela dietro l’ardire dell’organico sannita, estremamente più attrezzato di quello pugliese, che non poteva davvero esimersi dal provare a vincere il match ad ogni costo. Trattasi di una mentalità dai tratti ben distinti, innestata nel gruppo da mister Auteri sin dal giorno zero: sin dal suo primo allenamento dopo il ritorno ai piedi della Dormiente. Perché un Benevento bruttino, poco corale e certamente non lucidissimo si era già visto in almeno una decina di trasferte; ma una squadra che non si accontentasse del pari neanche a recupero ampiamente inoltrato – esponendosi con arditezza al concreto rischio di perderla e di tornare a casa a mani vuote – non si era ancora mai fatta largo nell’arco di questa stagione.

E la differenza con la Strega targata Andreoletti sta tutta qui: nello spirito, nell’atteggiamento e nella gestione dei minuti finali, nella voglia di sopraffare un roster ampiamente alla propria portata; fino all‘ultimo istante di gara. Né presunzione, né spavalderia: solo coraggio, rivelatosi quasi baldanza. Così, nonostante le lancette stessero quasi per rintoccare l’ultimo minuto di gioco, segnalando la scadenza dell’extra time, mister Auteri, che con i propri cambi ha cambiato la partita, era ancora lì a crederci; così come ci ha creduto Ciciretti, che ha ispirato la giocata con una deliziosa e decisiva imbucata; e così come ci ha creduto Simonetti, che dopo essersi buttato negli spazi ha girato in rete da posizione defilata, sorprendendo Forte sul suo palo e finendo per confezionare una vittoria imprescindibile per la propria squadra.

Nessuna magia, né stregoneria. Il Benevento – non sfavillante ed ancora alla ricerca di equilibrio – sta semplicemente raccogliendo i frutti di un distinto e determinato cambio di mentalità.

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