Sospensione dalle cariche di consigliere provinciale e comunale per Carmine Valentino, condannato in primo grado a quattro anni: è il provvedimento adottato dal Prefetto di Benevento nei confronti del rappresentante dem alla Rocca. Una batosta perlopiù preventivata dalle alte sfere del Pd sannita, che perde il voto ponderato più pesante in vista delle ormai imminenti elezioni del presidente della Provincia.

Il Prefetto di Benevento Raffaela Moscarella, si legge nella nota firmata da Palazzo del Governo, “con provvedimento adottato ai sensi dell’art. 11, comma 1, lett. a) del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 (Legge Severino), ha accertato la sussistenza della causa di sospensione dalla carica di consigliere provinciale e da quella di consigliere comunale di Sant’Agata de’ Goti nei confronti del Sig. Carmine Valentino, condannato dal Tribunale di Benevento alla pena di quattro anni di reclusione, con interdizione perpetua dai pubblici uffici ed incapacitĂ  perpetua a contrarre con la Pubblica Amministrazione. Il provvedimento è stato trasmesso al Presidente del Consiglio provinciale e al Presidente del Consiglio Comunale di Sant’Agata de’ Goti, ai fini della notifica, rispettivamente, a tutti i Consiglieri Provinciali e Comunali e dei successivi adempimenti ex articolo 45 del decreto legislativo n.267/2000.

Cataudo chiede surroga a Sant’Agata de’ Goti

Il candidato alla Presidenza della Provincia di Benevento, Claudio Cataudo, ha inviato una formale richiesta a Sua Eccellenza il Prefetto di Benevento, al Sindaco del Comune di Sant’Agata de’ Goti e al Presidente del Consiglio comunale, chiedendo un tempestivo intervento in merito alla sospensione del consigliere comunale Carmine Valentino. Nella nota, Cataudo evidenzia come, alla luce del provvedimento di sospensione adottato nei confronti del consigliere, si renda necessario procedere senza indugio alla convocazione del Consiglio comunale per la surroga temporanea del componente sospeso, così come previsto dall’articolo 45 del Testo Unico degli Enti Locali. (LEGGI QUI)

Il fronte politico

Il provvedimento giunge il giorno successivo alla direzione provinciale del Partito democratico, riunita in viale Mellusi per decidere la linea politica da adottare in occasione del voto in programma domenica 26 luglio. Il documento licenziato non si scosta piĂą di tanto dalle versioni che hanno anticipato l’appuntamento di ieri pomeriggio: nessun sostegno dichiarato al candidato di centrodestra Claudio Cataudo, ma nemmeno al mastelliano Nino Lombardi, seppur con l’inevitabile sottolineatura dell’imprescinidibile appartenenza del Partito democratico all’area di centrosinistra.

Evidenza riscontrata favorevolmente da Noi di centro: “Prendiamo atto positivamente dell’apertura che si è registrata in casa Pd. Nel documento della Direzione l’appartenenza al campo largo e alla coalizione di centro-sinistra è dichiarata giustamente come inappellabile e non può ammettere eccezioni. E’ un segnale, un barlume di intelligenza politica che non possiamo che apprezzare”, scrive in una nota la segretaria provinciale Marcella Sorrentino. “Avevamo chiaramente detto che per motivi politici elementari, alle Provinciali del 26 luglio il Pd avrebbe dovuto dire ‘non possumus’ a scantonamenti inconcepibili verso candidati di destra. Nell’anno delle Politiche sarebbe stato fatalmente imperdonabile. Noi di Centro e Clemente Mastella sono e saranno parte integrante di quel centro-sinistra che contenderĂ  alle destre il governo del Paese in una partita dove conterĂ  anche un solo voto, ancora piĂą se passerĂ  la legge col premio di maggioranza alla coalizione vincente. Vediamo che c’è maggiore consapevolezza della posta in palio nel Pd e che alcuni giapponesi faticano a restare, sempre piĂą isolati, nella foresta. Il 26 luglio è l’occasione per ribadire con fermezza, da parte degli amministratori dem, il perimetro politico e da che parte del campo si gioca e con quale squadra”, conclude la nota Ndc.