Tredici spettacoli, dalla musica classica al teatro, passando per la danza, un’opera lirica e uno spazio storico che entra nella programmazione. L’Accademia di Santa Sofia ha presentato la nuova stagione artistica con un ricco cartellone che movimenterà la città di Benevento dal 31 ottobre fino a fine maggio. Una presenza culturale che si allarga, dando respiro anche ad altri luoghi: tra le sedi degli appuntamenti, infatti, ci sarà quest’anno anche il Teatro San Marco.

Ad aprire la stagione saranno i Neri per Caso, mentre per la chiusura l’Accademia punta sull’opera lirica con Il barbiere di Siviglia. Nel mezzo, tra gli altri, Serena Autieri con La Sciantosa, Chiara Francini e la Nuova Compagnia di Canto Popolare. “Sicuramente la grande novità della stagione è l’opera lirica con cui concluderemo il cartellone”, spiega la direttrice artistica Marcella Parziale, anticipando un programma “lungo, accattivante ed estremamente diversificato”. Musica classica, che la direttrice definisce parte del dna dell’Accademia, grande repertorio internazionale, teatro e danza con il tango argentino comporranno una programmazione che vedrà protagonisti l’orchestra dell’Accademia e numerosi ospiti.

Una stagione che continua a fondarsi sulla felice collaborazione tra le diverse istituzioni culturali cittadine. Da un lato l’Università degli Studi del Sannio, che anche quest’anno accompagnerà gli appuntamenti attraverso i preludi culturali e il contributo dei propri docenti; dall’altro il Conservatorio Nicola Sala, direttamente coinvolto nella realizzazione del melodramma che chiuderà il cartellone.

Proprio Il barbiere di Siviglia rappresenterà per il Conservatorio un’occasione per coinvolgere più dipartimenti, dal canto alla recitazione. Il direttore Giuseppe Ilario ha sottolineato la qualità e l’impegno richiesti dal progetto, che consentirà di mettere a disposizione dell’iniziativa “tutta la filiera artistica del Conservatorio”. Una collaborazione che assume così anche una funzione formativa, offrendo agli allievi la possibilità di confrontarsi con una produzione lirica.

In merito all’importanza dell’interrelazione e della formazione è intervenuta la rettrice dell’Università degli Studi del Sannio, la professoressa Maria Moreno. La collaborazione con l’Università, consolidata nel tempo, mette la ricerca scientifica a disposizione dell’Accademia, in un esperimento non solo culturale ma anche umano. “Come uomini e donne vogliamo che il Sannio sappia che ci sono referenti culturali che possono dare un apporto allo sviluppo sociale ed economico della città”, sostiene la rettrice, passando anche per le giovani generazioni. Il coinvolgimento degli studenti agli eventi va letto non solo nel tentativo di avvicinare le giovani generazioni alla vita culturale della città, ma anche nell’obiettivo comune di non creare una nicchia, piuttosto di raggiungere il cuore di tutti.

La profonda relazione che intercorre tra l’Accademia e la città è stata al centro dell’intervento del sindaco Clemente Mastella. “Una forma di presenza costante” ha evidenziato il sindaco parlando dell’intelligenza creativa e artistica dell’Accademia, sottolineando come questa istituzione riesca a diventare “presidio di dedizione e movimento culturale della città”. Il sindaco ha anche rimarcato una delle novità della stagione, l’utilizzo del Teatro San Marco, uno spazio importante di cui la città si riappropria anche “con un notevole sforzo finanziario”.

“Senza arte la vita sarebbe un errore” afferma il presidente del Conservatorio, Nazzareno Orlando, che nel suo breve intervento mette l’accento sul valore della cultura per lo sviluppo del territorio. “Sono profondamente convinto che cultura e turismo siano le chiavi del rilancio del nostro territorio”, ha dichiarato, richiamando la necessità di trasformare la collaborazione tra le istituzioni in iniziative concrete e indicando anche la prospettiva di sviluppi formativi e concertistici nel campus di via dei Mulini.

A ripercorrere la crescita dell’Accademia è stato infine il presidente Salvatore Palladino, che ne ha ricordato il lavoro costruito nel tempo insieme allo staff e ai professionisti coinvolti. Dietro i tredici appuntamenti della nuova stagione c’è infatti una programmazione che guarda ben oltre il singolo cartellone, con stagioni progettate su un orizzonte triennale. Un percorso maturato anche attraverso le difficoltà incontrate negli anni e che punta a consolidare il ruolo dell’Accademia come presenza stabile nel panorama culturale beneventano.

Non resta, quindi, che lasciarsi coinvolgere, tra arte e i suoi preludi, dalle molteplici forme attraverso cui la cultura torna ad incontrare la città.